10-11 maggio 2012 - Milano/Cormano
Teatro del Buratto/Elsinor
SEGNALI 2012
Festival Teatro Ragazzi - XXIII edizione
Giunto alla XXIII edizione il Festival si conferma anteprima delle migliori produzioni teatrali dedicate all’infanzia e ai giovani, delle compagnie lombarde, nazionali e europee.
Programma
Giovedì 10 maggio 2012 |
ore 11.00
TEATRO SALA FONTANA
via Boltraffio, 21 – MILANO
LUNA E GNAC
PAM. PAROLE A MATITA
con Michele Eynard, Barbara Menegardo e Federica Molteni
collaborazione artistica di Aurelia Pini
disegni di Michele Eynard
foto di scena di Marco Zeno
Perché non facciamo una fantasia sull’alfabeto…fantastico, imprevisto, con lettere tutte diverse, di dimensioni, di forma, di materia e di colore, buttate per aria con allegria… (Bruno Munari)
Che cosa è una C? Un cane, una culla o una cuccia?
E una P? Un pesce? Una palla? O tutti e due?
Adele e Berta si ritrovano magicamente catapultate all’interno del libro che contiene tutte le parole: il vocabolario. Berta vorrebbe scappare, Adele invece vuole esplorare quello strano universo.
Che gran scompiglio però!
La grande mano che conosce i segreti dei segni mette in movimento lettere e parole, che prendono forme e significati inattesi e fantastici. Filastrocche e giochi di parole fanno scoprire alle due ragazze che le parole sono veicolo di fantasia ed emozioni. Torneranno nella realtà cambiate, ricche di una nuova amicizia.
I disegni dal vivo proiettati su un grande schermo affascinano e incuriosiscono i più piccoli, accompagnandoli dentro le storie, per imparare a leggere e scrivere attraverso un teatro fatto di immagini. Un piccolo omaggio a Munari, a Rodari e ai grandi maestri che hanno reso la nostra infanzia un piccolo mondo poetico.
Linguaggio: teatro d’attore, disegno dal vivo e ombre
Durata: 50 minuti
Età consigliata: dai 3 anni
ore 14.00
Bi. LA FABBRICA DEL GIOCO E DELLE ARTI – Palco
Via G. Rodari, 3 – Cormano (MI)
MICHELE CAFAGGI
L’OMINO DELLA PIOGGIA.
Una notte tra acqua, bolle e sapone
di e con Michele Cafaggi
regia Claudio cremonesi
musiche Davide Baldi
scene e costumi Izumi Fujiwara
luci Federico Caroli
La fantasia è un posto dove ci piove dentro (Italo Calvino) Un uomo sorpreso da un violento temporale riesce a raggiungere la sua abitazione, ma nemmeno al riparo l'acqua e gli imprevisti gli danno tregua. Un viaggio onirico e visuale verso l'alba e verso il sereno accompagnati dalla magia delle piccole cose e da spettacolari effetti con acqua e sapone. Dopo lo spettacolo “Ouverture des Saponettes” un concerto per bolle di sapone, Michele Cafaggi ritorna a sperimentare attrezzi, materiali e tecniche per trovare nuove forme espressive attraverso l'utilizzo delle bolle di sapone. E con la comicità del gesto, la magia e le tecniche delle arti circensi si ripropone ad ogni spettacolo di poter stupire e divertire il proprio pubblico in quel vortice di emozioni che è il Teatro.
Linguaggio: clownerie, bolle di sapone giganti, magia, teatro visuale, spettacolo senza parole
Durata: 60 minuti
Età consigliata: dai 3 anni
ore 15.00
Bi. LA FABBRICA DEL GIOCO E DELLE ARTI – Palco
Via G. Rodari, 3 – Cormano (MI)
TEATRO DEL BURATTO
SEME DI MELA
testo e messa in scena Aurelia Pini
con Patrizia Battaglia, Marzia Alati
scene Marco Muzzolon
luci Marco Zennaro
costumi Mirella Salvischiani
direzione di produzione Franco Spadavecchia
Tondo rotondo come la terra, come il mondo…
Cerchio magico, girotondo di tappeti, cassetti colorati che nascondono segreti, tane di legno, secchi di metallo: come punti cardinali, come porte sul mondo delle cose.
Confine senza inizio né fine, sfera magica che accoglie, abbraccia, giostrina delle meraviglie.
Come rito che ritorna, come moto dei pianeti, come inverno e primavera.
Come aurora e come sera.
Lo spazio Uno spazio circolare delimitato da tappetini e cuscini colorati dove i bambini possono trovare un posto per sedersi. Al centro di questo spazio rotondo - il luogo del racconto e dell’ascolto – ci sono un grande piatto colmo di terra (“il mondo della terra”) e due attrici.
Lo spettacolo Attraverso il gioco delle attrici dell’esplorare, toccare, sentirne il profumo, reinventare creativamente lo spazio e la materia terra, il bambino riconosce e scopre i meccanismi, i gesti e le emozioni di un “suo” giocare. Un viaggio appassionante nel mondo segreto del “sotto la terra”, dove hanno casa animali piccoli e grandi, dove, nella sua tana, attende l’arrivo della primavera la famiglia DeTopis.
Anche un piccolo seme di mela aspetta, nero come l’occhio di un topolino, che nel cuore della terra ha la sua casa piccina, piccina ... e dove attende, con pazienza che qualcosa accada proprio come per ogni bambino, ha bisogno anche lui di tempo per crescere, di amore, di acqua buona e di buon cibo.
Un gioco per raccontare ai più piccoli con semplicità che sono una piccola parte meravigliosa di un grande mondo pieno di meraviglie; un mondo di cui prendersi cura, da rispettare, da amare e giocare!
Linguaggio: teatro d’attore
Durata: 50 minuti
Età consigliata: 2-6 anni
Max 120 persone – prenotazione obbligatoria
ore 17.30
TEATRO VERDI
via Pastrengo 16 – MILANO
ECCENTRICI DADARO’
ANSELMO E GRETA
di Fabrizio Visconti, Rossella Rapisarda
con Rossella Rapisarda e Valerio Bongiorno
regia Fabrizio Visconti
aiuto regia Dadde Visconti
scene Francesco Givone
costumi Mirella Salvischiani
musiche Marco Pagani
“…e fu così che Hansel e Gretel si ritrovarono smarriti, abbandonati nel bosco. E se si voltavano a destra o a sinistra era sempre lo stesso.. che non riconoscevano più la via di casa…”
Cosa succede se mamma e papà dimenticano tutto?
Ma proprio tutto! Come, per esempio… non mi ricordo più!
Sì, insomma, proprio tutto.. persino, perché no? I nomi dei loro figli! È che è un problema… perché come fanno a sgridare i loro figli, che non trovano più, se non sanno più come si chiamano? E se, a pensarci bene, non si ricordano nemmeno più se ce li hanno o no dei figli? E quanti sono? Se sono maschio o femmina…
Cosa succede se, d’improvviso, una mattina, mamma e papà si svegliano, come al solito, e sentono come un buco nello stomaco? Che qualcosa manca.. ma che cosa?!
Tutto!.. proprio tutto! Non c’è più niente… nemmeno le parole per chiamare le cose.
Perché è così: che le cose, se non le chiami più per nome, se ne vanno.. se ne vanno insieme a quel loro nome che hai dimenticato di chiamare per troppo tempo, semplice! Insomma, diciamocelo, questo e molto altro è quello che può succedere quando le cose da fare diventano troppo più importanti delle cose da amare! “Ho da fare, da fare! Ho tanto, troppo da fare!...” E allora va così... che si abbandona e si viene abbandonati. Non si trova più niente intorno, all’improvviso, una mattina. No, una cosa si trova: ci si trova persi…
Ecco, questa è l’avventura di una mamma e un papà che una mattina si svegliano abbandonati da tutto; da tutte quelle cose che hanno trascurato. Chi abbandona e chi è abbandonato allora? E come fare a ritrovare la strada di casa?
Lo spettacolo affida ad una comicità surreale una rilettura tematica di alcuni classici della fiaba, come Hansel e Gretel e Pollicino, in cui, al centro del racconto, non sono stavolta i bambini abbandonati, ma i genitori che abbandonano, perché l’abbandono psicologico non è meno importante di quello nel bosco.
E i tempi del racconto non sono quelli del “C’era una volta”, ma quelli del “C’è tante, troppe volte oggigiorno…”
Linguaggio: Teatro d’attore, clownerie
Durata: 55 minuti
Età consigliata: dai 6 anni
ore 21.00
TEATRO LEONARDO DA VINCI
via Ampère 1, angolo Piazza Leonardo da Vinci – MILANO
Consegna degli EOLO AWARDS organizzati dalla rivista Eolo
QUELLI DI GROCK
AMLETO
liberamente tratto dall’omonima tragedia di William Shakespeare
con Francesco Alberici, Francesca Dipilato, Andrea Lietti, Sabrina Marforio, Sarah Paoletti, Isabella Perego
scene e costumi Maria Chiara Vitali
assistente costumi Alice Di Nuzzo
sartotecnica Krishna Oldrini
disegno luci Monica Gorla
scelte musicali Gipo Gurrado
regia Susanna Baccari e Claudio Orlandini
si ringraziano Andrea Ruberti e Gianfelice Facchetti
Trama e descrizione dello spettacolo Un inedito Amleto, interpretato da sei giovani talenti da poco diplomati dalla Scuola di Teatro Quelli di Grock.
Sono loro stessi a scrivere: “Abbiamo iniziato piano, leggeri, divertendoci a danzare con i fantasmi e con la morte. E nell’appropriarci del testo, ci siamo trovati d’improvviso eternamente suoi, travolti nel vortice delle paure di Amleto e Ofelia, nel loro tragico destino; con loro abbiamo gridato, ucciso e perdonato. Ed è diventata d’un tratto dirompente l’urgenza di raccontare quel che abbiamo visto accadere nel castello di Elsinor, sotto ai nostri occhi….”.
Amleto è un testo straordinario: sulla vita, sulla morte, sulla paura di di fallire. Racconta di lotte, cospirazioni, vendette, morti preparate con astuzia e inganno; di amori traditi, di padri perduti. Del sentirsi soli. È un testo che da quattro secoli sconvolge ogni volta come la rivelazione di un mistero, che fulmina, tende trappole e spalanca botole sotto i piedi. Anche per questo Quelli di Grock ha deciso di affidarne l’interpretazione a giovani attori, diretti da Susanna Baccari e Claudio Orlandini che accompagnano i ragazzi nel percorso di formazione dell’ultimo anno della Scuola.
Una scelta ben precisa, che afferma l’importanza e il valore del Teatro come luogo di scambio, formazione e crescita. Un viaggio che, come quello di Amleto, dura tutta la vita ed è rivolto alla conoscenza del sé.
Un viaggio umano che sorprende, coinvolge, e che gli attori ci rimandano con umiltà e coraggio sulle orme della straordinaria visione shakespeariana. In un impianto scenico volutamente minimale, mutevole e sobrio, dove campeggiano i colori della croce danese bianca su sfondo rosso, il palcoscenico si riempie e si svuota di presenze e di spettri immaginati.
Ma come scrivono gli attori: “E’ bastato aprire gli occhi dall’inizio per rispondere una volta per tutte: ESSERE.”
Note di regia: Siamo partiti dalla nostra realtà: sei giovani attori e due registi di mezza età che insieme scelgono di cimentarsi nella spaventosa impresa di una messa in scena del capolavoro di Shakespeare. Decidiamo di tagliare, operiamo delle scelte, ma questo nulla toglie alla grandezza dell’opera; nel nostro Amleto rimane la tragedia della non azione, il dramma familiare, l’intrigo politico, la storia di violenza e moralità, l’impossibilità dell’amore, il tutto visto attraverso la freschezza degli attori che ci restituiscono un’urgenza espressiva a tutto campo.
Le parti non sono assegnate: siamo a teatro. Sulla scena solo giovani che corrono, che lottano, che cospirano, che si vendicano fra loro, che commettono delitti per amore e per amore impazziscono. Diranno cose sconvolgenti sulla vita, sulla morte e sul destino umano; si inganneranno a vicenda e cadranno in tranelli. Difenderanno il loro potere o si ribelleranno? Vorranno salvare il mondo o ‘semplicemente’ cercare di salvare se stessi?
Susanna Baccari, Claudio Orlandini
Linguaggio: teatro d’attore
Durata: 120 minuti
Età consigliata: dai 15 anni
Venerdì 11 maggio 2012 |
ore 9.30
TEATRO VERDI
via Pastrengo 16 – MILANO
BURAMBO’
SECONDO PINOCCHIO
Compagnia Vincitrice Eolo Awards 2012 per il Teatro di Figura
con Daria Paoletta e Raffaele Scarimboli
testo Daria Paoletta
figure Raffaele Scarimboli
scenografia Paoletta e Scarimboli
regia Paoletta e Scarimboli
La storia Pinocchio, un burattino di legno a figura intera, è in scena legato al collo da una catena e ulula al pari di un cane. Alle sue spalle appare il burattinaio che lo libera e gli ricorda che la famigerata scena che lo vede braccato dal contadino è stata tolta dal copione.
Dal principio si chiarisce quale sarà la cifra dello spettacolo: la finzione è scenicamente dichiarata. Questa condizione permetterà al protagonista di vivere apertamente una relazione giocosa e spontanea con gli animatori presenti in baracca.
In una specie di gioco senza trucchi né inganni, Pinocchio decide di raccontare alcune parti della sua storia e di rappresentarne altre, avvalendosi come di una controfigura: una marionetta di legno munita di articolazioni snodabili. Quest'ultima affronterà il mare in tempesta per andare incontro al babbo scampando alle fauci del pescecane; sarà il naufrago che approderà sull'isola delle api industriose e anche il doppio di Pinocchio con cui parlerà in segreto come davanti allo specchio.
In una delle prime scene compare il falegname Geppetto, alle prese con il martello, nell'atto della creazione del suo straordinario figliuolo. Nasce così un Pinocchio nudo, già dispettoso e pieno di vita. Presto, gli affanni del padre saranno simili a quelli dei due animatori che si ritrovano a correre dietro Pinocchio e a fare mille raccomandazioni puntualmente trasgredite dal monello di legno.
Gli animatori sono anche interpreti di alcuni personaggi come il gatto e la volpe, il guidatore del carro e la fatina che prepara la medicina. In questa versione si è scelto di raccontare le vicende più salienti tra le innumerevoli del romanzo originale. Attraverso l'utilizzo degli espedienti teatrali appena descritti, le emozioni e i sentimenti che alimentano questa bella storia sono continuamente attraversati trasversalmente, facendone affiorare l'aspetto paradossale, che suscita ilarità, e al tempo stesso realistico, capace di commuovere.
Al finale è riservata la sorpresa di scoprire come accade che Pinocchio diventa un bambino in carne ed ossa. I temi e la tecnica utilizzata La compagnia Burambò produce spettacoli rivolti all'infanzia da quattordici anni e ognuno di essi nasce dalla necessità di parlare ai bambini, in particolare della fascia di età compresa tra 4 e 10 anni, ovvero bambini della scuola dell'infanzia, primo e secondo ciclo elementare. Le principali tematiche, che la storia di Pinocchio offre come argomento di riflessione, sono la nascita e la crescita dell'individuo.
Quale bambino fatica ad immedesimarsi in quel piccolo esserino così fragile, eppure dotato di una forza magnetica che è la vita stessa? Un burattino di legno che parla e cammina è un fatto per assurdo così lontano dall'essere possibile che, per effetto contrario, accorcia le distanze tra spettatore e attore.
Il bambino sa bene di cosa si parla quando in Pinocchio urge la necessità di trasgredire e andare contro tutti e tutto, ciò che è considerato essere giusto e ciò che si deve fare. Il bambino spettatore si sente accanto al burattino quando questi corre via senza meta o lancia il martello al grillo per zittirlo.
Pinocchio eccede e trasgredisce e poi si ravvede, come tutte le anime dotate di sentimenti buoni e amorevoli. Pinocchio dice bugie e accusa il padre, e poi dice la verità e chiede perdono. Pinocchio è sempre l'uno e il suo contrario, così come ognuno di noi è animato da più parti in conflitto tra loro.
Il bambino spettatore è dalla parte di Pinocchio quando egli compie le sue malefatte e, al tempo stesso, attende il momento in cui si redime, sperimentando, sulla pelle dell'altro, l'esperienza nella sua interezza. Sono talmente tanti i temi affrontati da questa storia che la rendono mitologica.
Come parlare della fame, dell'ignoranza, la necessità della scolarizzazione, l'amore paterno, l'inganno, la menzogna, la disperazione, la speranza, il perdono, la compassione, senza cadere nella morale pietosa, se non attraverso il gioco della farsa burattinesca? Nell'allestimento Burambò interessante è anche il rapporto tra burattino e animatore che mette in luce lo spazio che intercorre tra l'uno e l'altro e come questi può essere abitato.
Metaforicamente, si prova a dire che, dietro ogni bambino c'è un genitore, o un adulto, che vigila sul suo operato e le sue scelte, ciò nonostante si è liberi di agire. Pinocchio, infatti, evade e va incontro alla sua necessità di libertà. Una libertà, tra le tante, è quella di crescere e divenire indipendente e adulto. Il teatro di figura offre per eccellenza la possibilità di rendere concrete le trasformazioni suggerite dalla storia di Pinocchio.
La baracca nera, non tradizionale, munita di una tavola d'appoggio, insieme ad un panno bianco, elemento scenico e scenografico, sono sufficienti per creare ambienti sempre differenti (la neve, il campo dei miracoli, il letto, la lapide, il mare) e personaggi dalla grande inventiva. Il teatro dei burattini La parola burattino deriva quasi sicuramente da 'buratto', una stoffa grezza e resistente, usata per abburattare la farina al fine di separarla dalla crusca.
Dal XIV il termine viene usato anche per indicare la veste degli attori dalla testa di legno ed in seguito per gli stessi fantocci.
Il teatro dei burattini è una forma di spettacolo teatrale in cui uno o più animatori, i burattinai, danno vita ai personaggi tramite particolari pupazzi, detti appunto burattini.
Nella tradizione il burattino è composto da testa e mani di legno fissate ad un camiciotto sul quale viene posto il vestito.
L'animatore per muoverlo lo inguanta dandogli vita. Il termine burattino sta genericamente ad indicare anche tutti gli oggetti animati 'dal sotto', dove l'animatore è nascosto, mentre la marionetta viene animata 'da sopra', con dei fili.
Generalmente, lo spettacolo dei burattini è rappresentato all'interno di un casotto di legno, detto castello. Bibliografia e filmografia - Le Avventure di Pinocchio. Storia di un burattino. Autore Carlo Collodi. - Pinocchio, il libro parallelo. Autore Giorgio Manganelli. - Le avventure di Pinocchio. Regista Luigi Comencini. - Pinocchio. Allestimento teatrale di Carmelo Bene.
Linguaggio: spettacolo di burattini pupazzi e attore
Durata: 50 minuti
Età consigliata: dai 4 anni
ore 11.00
TEATRO SALA FONTANA
via Boltraffio, 21 – MILANO
ELSINOR
IL CORSARO NERO
da Emilio Salgari
adattamento di Giuditta Mingucci
con Raffaella Boscolo, Stefano Braschi, Giuditta Mingucci, Alessandro Quattro
scene ecostuni Nicole Figini
movimenti scenici Camilla Frontini
maestri d'armi Massimo Cimaglia e Adolfo Fantoni
regia di Raffaella Boscolo
Dal grande classico della letteratura per l’infanzia, la storia di amore e vendetta di Emilio di Roccanera, signore di Valpenta e di Ventimiglia, eroe bello, elegante, esperto spadaccino e anima straziata dalla malinconia e dal senso del dovere. Per vendicare la morte del fratello maggiore, vittima del tradimento del duca fiammingo WanGuld, egli lascia la sua terra e si fa corsaro insieme ai due fratelli minori, il Corsaro Verde e il Corsaro Rosso; essi però cadono nelle mani del nemico e muoiono sulla forca infame, lasciando il Corsaro Nero solo col suo dolore e la responsabilità della vendetta. Ma sullo splendido Mar dei Caraibi, fra avventure, abbordaggi e uragani, qualcosa di imprevisto lo aspetta. Con il Corsaro Nero ritto a prua, il palco diventa patibolo, tolda di una nave, teatro di emozioni, passioni violente e abissale disperazione. L’interprete regista Sarà una donna a interpretare la storia d’amore e di vendetta di Emilio di Roccabruna, Signore di Ventimiglia, alias Corsaro nero, sovvertendo così il nostro immaginario e i percorsi pre-definiti della fantasia. Donna di laguna legata al mare, figlia di un marinaio, dotata di eleganza scenica e di capacità di calarsi anima e cuore nel personaggio , Raffaella Boscolo firma anche la regia di uno spettacolo che miscela lato avventuroso delle storie salgariane e pulsioni intime, malinconiche e visionarie più legate alla natura dell’autore, viaggiatore che non viaggiò mai - di lui si racconta di un’unica avventura in mare, da Venezia a Bari – circondato da un alone tragico.
Linguaggio: teatro d’attore
Durata: 75 minuti
Età consigliata: dai 10 anni
ore 14.00
TEATRO VERDI
via Pastrengo 16 – MILANO
LA PICCIONAIA
in collaborazione con ARPA Friuli Venezia Giulia – LaREA Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale
con il patrocinio di
ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
L’ACQUA INVISIBILE
testo di Carlo Presotto e Paola Rossi
regia di Carlo Presotto
con Giorgia Antonelli e Carlo Presotto
scenografia Mauro Zocchetta
realizzazione tecnica Luciano Lora
ambienti video Carlo Presotto e Paola Rossi
Il nostro rapporto con l'acqua prende mille forme lungo tutta la nostra vita, fino dai primi mesi prima di nascere. L'acqua ci permette di plasmare e di giocare a dare forma, l'acqua e' un piacere, ma anche un obbligo: "lavati le mani!".
L'acqua ci viene insegnata come una favola a scuola. Ma oggi il lieto fine della favola non e' più' scontato, dipende da noi. L'acqua si consuma.
L'acqua non basta più'. E non si tratta solo dell'acqua che vediamo scorrere dal rubinetto. La maggior quantità di acqua che consumiamo è nel carrello della spesa: alimenti, indumenti, oggetti. Per produrli è stata consumata acqua, magari in paesi lontani dal nostro, provocando siccità, conflitti, migrazioni.
È l'acqua invisibile, che consumiamo senza neppure vederla. Ed è questo consumo che già oggi rende critica la disponibilità di acqua soprattutto in alcune aree del pianeta.
Allora bisogna iniziare a riscrivere questa storia, ripartendo dalle grandi narrazioni mitiche dei popoli antichi. E costruire un nuovo rapporto con l'acqua e le altre risorse naturali, basato sulla sobrietà' e sulla consapevolezza.
Per rendere il futuro possibile, perché il lieto fine della favola è nelle nostre mani. Carlo Presotto e Giorgia Antonelli scivolano lungo la corrente del racconto, dalla storia australiana della rana egoista a quella somala di Xiltir e Gul, a quella contemporanea del pastore con i jeans.
Tra comici documentari scientifici e pubblicità' a confronto, interagiscono con un flusso continuo di immagini video dal vivo, proponendo un ventaglio di diversi punti di vista, tra i quali gli spettatori potranno scegliere un proprio punto di partenza, per scrivere la propria favola dell'acqua.
Per iniziare a scrivere il proprio futuro.
Note sul progetto e collaborazioni: In collaborazione con LaREA - Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale dell’ARPA FVG – Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Friuli Venezia Giulia. Direttore LaREA: Sergio Sichenze; operatori LaREA: Federica Flapp e Daniele Della Toffola.
Lo spettacolo “L’acqua invisibile” nasce dal progetto “Acqua in bocca!”, che unisce teatro ed educazione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile. É il frutto della collaborazione tra LaREA - Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale dell’ARPA Friuli Venezia Giulia e La Piccionaia – I Carrara Teatro Stabile di Innovazione di Vicenza.
In occasione della Settimana UNESCO dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2011 dedicata al tema dell’ACQUA, il LaREA e La Piccionaia hanno scritto insieme uno spettacolo per bambini su questo tema, per comunicare con la forza delle emozioni e la ricchezza espressiva del linguaggio teatrale alcuni messaggi, spunti e punti di vista su un argomento così complesso.
Nel corso del 2011, lo staff del LaREA e quello della Piccionaia hanno condiviso idee e contenuti dello spettacolo, che la compagnia ha poi realizzato e messo in scena. Il progetto è stata avviato con il supporto finanziario della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ed ha avuto una anteprima dello spettacolo a Cividale del Friuli (UD) il 6 novembre 2011 in collaborazione con l’Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia – teatroescuola. Lo spettacolo è accompagnato dalla sezione ACQUA della mostra “Tutti su per Terra” dell’ARPA FVG – LaREA, che può essere allestita all’ingresso del teatro: http://www.ea.fvg.it/fileadmin/LaREA/attivita-mostre/TuttiSuperTerra_Sez_Acqua.pdf
Per informazioni su tutte le mostre del LaREA: http://www.ea.fvg.it/index.php?id=104
Linguaggio: Teatro d’attore e video
Durata: 55 minuti
Età consigliata: dai 5 anni
ore 15.30
TEATRO LEONARDO DA VINCI
via Ampère 1, angolo Piazza Leonardo da Vinci – MILANO
RESIDENZA TORREROTONDA/COOP. ATTIVAMENTE
ROMEO E GIULIETTA | Grandi storie, Piccoli Spettatori
drammaturgia e regia Stefano Andreoli
con Elisa Carnelli, Stefano Dragone e Davide Marranchelli
scenografie Alice Asinari
musiche a cura di Raoul Moretti
"L’amore dei giovani non sta veramente nel loro cuore ma nei loro occhi." frate Lorenzo Notte.
Verona. Lei si affaccia al balcone. Lui sospira. Lei non sa che Lui è lì. Ed è lì per Lei.
Romeo e Giulietta.
Una scena che richiama alla nostra mente l’immagine dell’amore vero e romantico per antonomasia.
Ma se imparassimo a guardare questa storia con altri occhi - quelli di due ragazzini - forse scopriremmo che l’amore tanto decantano altro non è che un’appassionata cotta adolescenziale, ma non per questo meno intensa e problematica.
A causa di questa cotta, infatti, in soli quattro giorni si scatena un putiferio alimentato della violenta ed ottusa rivalità che separa i Capuleti dai Montecchi. Questo “amore di sbarbatello”, forse proprio perché vissuto con le incertezze e le temerarietà di quell’età, acquista quindi uno spessore unico diventato ormai leggenda.
“L’amore è fumo creato dai sospiri degli amanti; se è dissipato è fuoco che scintilla negli occhi degli amanti; se è sofferto è un mare che si riempie delle lacrime degli amanti” Romeo e Giulietta | Grandi Storie, Piccoli Spettatori è uno spettacolo pensato per i ragazzi.
Con un linguaggio semplice, frutto di un accurato studio della drammaturgia, propone una versione immaginata apposta per i più piccoli di una delle più famose opere di Shakespeare, diventando un modo per avvicinarli il prima possibile non solo al Teatro, ma anche alle storie, alle emozioni, ai drammi che esso da secoli racconta.
Uno spettacolo che vuole porre al centro i due protagonisti per quello che sono: due ragazzi, giovani, che per la prima volta affrontano emozioni e sentimenti intensi.
Romeo e Giulietta | Grandi Storie, Piccoli Spettatori è il primo passo che porterà alla messa in scena di altri grandi testi teatrali che hanno come centro i ragazzi ed il loro mondo.
Per raccontare a loro ed al pubblico che le loro emozioni, i loro sentimenti, spesso sono al centro di grandi opere. E che qualcuno, in un passato non troppo lontano, le ha raccontate in maniera magistrale e profonda.
Spettacolo realizzato nell’ambito di Être Esperienze Teatrali di Residenza | Fondazione Cariplo
Note di regia: L’intramontabile tragedia di Romeo e Giulietta, con le sue forti passioni, i suoi profondi drammi e le sue eterne domande, raccontata da una quasi improvvisata compagnia di tre soli attori che utilizzano i poveri mezzi che hanno a disposizione per restituire ad un giovane pubblico la complessa vicenda dei due amanti tormentati più famosi al mondo.
E dato che si rivolgono ad un pubblico di adolescenti, coetanei ai due protagonisti, tentano di sottolineare quei punti di vista e quegli aspetti della vicenda che appartengono di più a questi loro spettatori.
Questi tre attori decidono, spesso anche sul momento, quali parti della storia raccontare, in base ai propri gusti e alle proprie opinioni sulle varie questioni che il dramma affronta, interpretando così personaggi diversi.
Tre attori, quindi, che sembrano vivere nell’illusione di poter decidere il proprio destino sulla scena, quasi addirittura modificando quello dei due protagonisti.
Tre attori che però non si accorgono che, come la storia di Romeo e Giulietta sembra essere già scritta nel cielo, anche le loro battute sono già inevitabilmente scritte dal loro autore.
In questo modo raccontano dell’amore adolescenziale e sfrenato tra due giovani amanti che si ribellano a tutte le regole sociali ed a tutte le ossessionanti aspettative delle famiglie, pur di vivere a pieno il sentimento più puro e travolgente che possa esistere. Ma inevitabilmente ci raccontano anche il rischio di essere assoggettati ad un tale sentimento senza averne la minima gestione.
E così la storia, come il destino, fa il suo corso. E come qualcuno ha già notato, la vicenda di Romeo e Giulietta è una dolce commedia che si trasforma in tragedia.
Tocca a noi chiederci il perché.
Linguaggio: teatro d’attore
Durata: 60 minuti
Età consigliata: 10-14 anni
ore 17.15
TEATRO VERDI
via Pastrengo 16 – MILANO
TEATRO PIRATA
in collaborazione con Gruppo Baku
VOGLIO LA LUNA
Spettacolo finalista al Premio Scenario Infanzia 2010
Ideazione e Regia Simone Guerro, Lucia Palozzi
Drammaturgia Simone Guerro, Lucia Palozzi
Con Ilarla Sebastianelli, Fabio Spadoni, Simone Guerro
Allestimento e figure Ilaria Sebastianelli, Alessio Pacci
Fabio è nella sua cameretta, alle prese con i suoi giochi ma soprattutto con comandi, raccomandazioni e rimproveri della mamma.
Non è per niente tranquillo, gli sembra che le cose non vadano mai come lui vorrebbe e di non poter far niente per cambiarle.
Finché una notte, come per magia, viene svegliato da un soffio di vento e si accorge che lì, proprio nella sua camera, è venuta a trovarlo la luna! E’ bellissima, grande, luminosa… giocano insieme e poi lei, così come è arrivata, scompare.
Fabio non è mai stato così felice. Decide che vuole averla a tutti i costi e parte per una fantastica avventura alla fine della quale riesce a catturare la luna e a portarla in camera sua.
Gli sembra che tutti i suoi problemi siano finiti per sempre, solo che Fabio non sa che nel mondo, senza più la luna nel cielo, i problemi sono appena cominciati.
Comprenderà allora che non sempre si può volere tutto per sé ciò che appartiene anche agli altri… e con un gesto magico e poetico deciderà di condividere lo splendore della luna con il pubblico dei bambini. La storia è accompagnata dalla narrazione, dalla musica dal vivo e da scene di teatro di figura con pupazzi e ombre.
NOTE DI REGIA L’idea di questo spettacolo nasce dall’incontro con Fabio, un ragazzo affetto dalla sindrome di Down. Fabio ha uno sguardo aperto al mondo come quello dei più piccoli e la capacità di credere che se si vuole davvero qualcosa sia possibile ottenerla.
Per questo non poteva essere che lui l'unico interprete di questa storia, che in sé racchiude il senso più profondo della nostra operazione: rendere una cosa impossibile possibile.
Quando Fabio ci ha detto che voleva fare “l'attore del teatro col microfono” abbiamo sorriso di circostanza, ma poi è arrivata l'idea di questo spettacolo.
Fabio ha costruito con noi il suo clown, la sua maschera, esaltando le caratteristiche della sua personalità e sviluppandola su registri comici.
Ha lavorato da vero attore, con serietà e precisione non comuni, creando un personaggio unico, la cui simpatia è pari solo alla poeticità, donando a una storia “normale” la fragile e incomprensibile bellezza della vita.
Linguaggio: Teatro d’attore e di figura
Durata: 45 minuti
Età consigliata: 4-8 anni
ore 19.00
TEATRO SALA FONTANA
via Boltraffio, 21 – MILANO

Play fair
Reading testi concorso Platform
Un appuntamento dedicato alla drammaturgia contemporanea per ragazzi fra gli 11 e i 15 anni, con la lettura di brevi scene da testi di autori italiani che hanno partecipato al concorso ‘Schoolyard Stories – Platform11plus”, e dal resto d’Europa e Sud America. Le letture saranno in italiano e inglese.
ore 20.45
TEATRO SALA FONTANA
via Boltraffio, 21 – MILANO
VAT TEATER (Estonia) SZINHAZ KOLIBRI (Ungheria)
HELP!
di AareToikka (Estonia) e Peter Horvath (Ungheria)
con MeelisPõdersoo e Nora Sallai
regia di Margo Teder
Un quattordicenne estone e una dodicenne ungherese, durante una settimana bianca internazionale in Finlandia, partecipano a una gara notturna con le motoslitte.
Il loro scooter però si rompe e i due si ritrovano persi nella foresta.
Cercano rifugio in un cottage e decidono di aspettare aiuti, ma il tempo passa, nessuno arriva e fuori si scatena una tempesta di neve.
I due ragazzi cercano di comunicare in un inglese stentato, e di trovare insieme un modo per sopravvivere.
Linguaggio: teatro d’attore
Durata: 60 minuti
Età consigliata: dagli 11 anni
Spettacolo in lingua inglese
