Io me la gioco

IoMeLaGioco5

CREDITI
Testo e regia Renata Coluccini
Con Dario De Falco, Stefano Panzeri
Animazioni video Carlo Fusani
Disegno luci Marco Zennaro
Direttore di produzione Franco Spadavecchia

DESCRIZIONE

Dalle precedenti tappe di lavoro - spettacoli e incontri - sul mondo degli adolescenti e dei pre-adolescenti, sono nate diverse riflessioni. L’abuso di alcol e il cattivo uso della rete ci sono sembrate le punte di un iceberg con un immenso corpo sommerso; manifestazioni di malessere e disagio che nell’eccesso cercano sfogo, quiete e risposte. Sotto il primo strato ghiacciato sedimentano inquietudine, relazioni difficili tra coetanei e con il mondo degli adulti, insoddisfazione, mancanza di speranza, ma anche desideri e passioni forti che spesso non riescono a trovare una strada per affiorare alla luce.
Una delle “dipendenze” di cui oggi si parla e ci si interroga (che riguarda sia gli adulti che i ragazzi) è quella del gioco d’azzardo.
Ci è parso interessante osservare come le parole “gioco” e “azzardo” spesso abbiano assunto un significato negativo. E proprio da qui vogliamo partire, per riscoprire, nel confronto, tutta la positività del gioco e del mettersi in gioco, con se stessi e nelle relazioni.
Adolescenza vuol dire buttare all'aria i “vecchi giochi” e trovarne di nuovi, con diverse e a volte complesse regole, mettendosi anche in discussione. E quali sono i punti cardinali per non perdersi?
Cosa succede se, durante il colloquio con il professore, un genitore scopre che suo figlio non è a scuola da una settimana? Quante e quali domande nascono nella sua mente?
Per cercare le risposte, il padre, con l’aiuto-confronto dell’insegnante, comincia un viaggio, “un’indagine”.
Il mondo del figlio prende forma a poco a poco, tra realtà e proiezioni paterne, tra paure e speranze. Mondo adulto e mondo dei ragazzi provano a guardarsi in faccia. Il gioco d’azzardo nasconde la trappola in cui il figlio e un amico cadono; adrenalina del rischio, valore del denaro, sfida alla sorte… sono richiami avvolgenti e irresistibili per uno dei due protagonisti.
Ma il figlio si rivela, infine, pronto ad affrontare la vita, a comprendere i valori positivi del giocare, perché la vita e le relazioni, uno, deve giocarsele! Una sfida non con la sorte, ma con se stessi, per crescere e per cambiare.
L’adolescenza è una seconda nascita, faticosa e bella per tutti, non solo per i ragazzi ma anche per i genitori che “subiscono” questa trasformazione, o per tutti quegli insegnanti che come contadini gettano semi nel difficile terreno dell’adolescenza e raramente ne vedranno i frutti.

Lo spettacolo si muove in una scenografia essenziale che evoca i diversi piani del racconto, arricchito dalle originali immagini create dal videoartist Carlo Fusani.

Il percorso di approfondimento sul gioco d’azzardo è stato seguito dalla dott.ssa Cristina Perilli - dirigente psicologa presso ASL città di Milano, che da anni si occupa del problema di tale patologica dipendenza.

Genere
teatro d’attore
età consigliata
dai 13 anni
durata 60’

esigenze tecniche
spazio scenico minimo 10x8x6
quadratura nera - graticcio
attacco elettrico 15Kw 380V – 32A
montaggio 6 ore - smontaggio 2 ore

Distribuzione
Marta Galli
Cell. 333.2962935 | Tel. 02 27002476
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Organizzazione
Isabella Procaccini | Tel. 02.27002476
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